Fuori il coraggio!

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Ieri pomeriggio l’attesissimo Brave Futurist European Tour 2009 ha avuto finalmente inizio!

L’evento è stato aperto poco dopo le 16 dai saluti di Giuliano Favini, Amministratore Delegato di Logotel, seguiti dalla relazione introduttiva di Nicola Favini, Direttore Generale di Logotel, e dai successivi interventi di Thomas Bialas, responsabile di Nemo Future Exploration Lab, e di Andreas Haderlein, Managing Director Future Academy del Zukunftsinstitut di Kelkheim.

Le conclusioni sono state tratte da Nicola Favini, che ha contestualizzato nello scenario italiano i molti argomenti sviscerati durante gli interventi che si sono succeduti. Un compito davvero arduo, il suo, che è stato reso possibile dall’utilissima mappa concettuale di WeBrave sviluppata da Logotel.

La prima tappa del Brave Futurist European Tour 2009 è stata molto partecipata, con 54 ospiti provenienti dalle maggiori realtà imprenditoriali italiane.

Stiamo preparando un corposo resoconto dell’evento, corredato da una coloratissima gallery di immagini e da materiali consultabili in rete… Stay tuned!

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  1. Stefano’s avatar

    Sono sempre sorpreso, e lo dico senza ironia, che in tutte le epoche di cambiamento riscopriamo l’uomo. Pochi giorni fa ascoltavo Gary Hamel raccontare che, all’interno delle aziende, si è trasformato tutto fuorché il management.

    E’ esattamente quello che Nicola ha raccontato. Mi piace l’albero, perché ci aiuta a lavorare su tre principi che in realtà sono tutti focalizzati sull’uomo… Eh già, l’uomo, che se lo tratti bene non lo controlli e se lo blocchi in processi e verifiche non riesce a “volare”.

    Nicola ti propongo un ragionamento di una semplicità vergognosa: l’uomo è pronto, tutte le nostre aziende sono piene di persone per bene, ma magari con capacità limitate; e sono anche piene di talenti, ma con poche opportunità. E tutto ciò perchè l’organizzazione, o come racconti tu mind set e ruoli, non sono più appropriati.
    Molto spesso la strategia è chiara, le persone sono giuste, ma la macchina che racchiude tutto ciò, che io chiamo tortilla, è inutile o controproducente. Ecco perchè mindset e ruoli sono il virus che contamina il cambiamento, l’essere unici e la capacità dell’impresa di lavorare a box 1, 2 e 3 (oggi, domani e dopodomani).
    Credo che sia ormai troppo complesso poter rimotivare con gli stessi principi, almeno in molte realtà, e prendere una decisione chiara sulla proposizione di valore, se non costruiamo un’organizzazione nuova (che forse deve abbandonare gli schemi conosciuti) per poter essere di nuovo efficaci.
    E’ divertente pensare che tutti noi lavoriamo sulla strategia, permettendoci di perdere valore sull’esecuzione. Il valore marginale di un’innovazione organizzativa, secondo me, è superiore agli sforzi strategici che stiamo operando… Oltre tutto in un momento dove la quantità di lavoro e lo sforzo contano di nuovo…

    Parliamone

  2. Carlo Ferlito’s avatar

    Cari Nicola ed Andrea,
    Mi avete chiesto un contributo, un commento alla valanga di nozioni e di emozioni che avete trasmesso con la giornata del 25 Marzo. Devo sottolineare come l’intervento di Nicola sia stato molto interessante e stimolante, molto più dei due interlocutori precedenti. D’altronte mi sono convinto di una cosa: tutti coloro che cercano di classificare futuro ed innovazione sono destinati ad un ruolo marginale, perché registrano comunque cose già accadute, spiegando con un’ottica tradizionale fenomeni che visionari e creativi di ogni dove hanno già lanciato, sperimentato e sviluppato con coraggio e speranza, partendo da ottiche non convenzionali. Ecco lo stimolo che ci serve a mio avviso, quello di abituarci ad uscire da classificazioni dell’innovazione e della creatività legate a desueti schemi da business plan (come oggi ancora insegnano nelle scuole di Marketing), ma trovare un’ottica, un frame di valutazione ed analisi dell’approccio innovativo che lo stimoli, lo nutra e lo porti a diventare novità irrinunciabile per tutti.
    Da questo punto di vista ho trovato nel tuo intervento, Nicola, il germe di qualche cosa di molto interessante.
    Carlo